06/09/11

L'ultimo pic-nic di stagione e la mia montagna



Ho riscoperto la montagna.

Dopo quasi 20 anni l'ho ritrovata, grazie agli occhi rapiti e meravigliati di mia figlia, cresciuta fino ad ora solo a sabbia, conchiglie e mare. E' stato come sedersi ad un tavolo con una vecchia amica e capire che la lontananza, che aveva inasprito e congelato i rapporti, aveva finalmente fatto il suo corso, e che era bastato aprirsi a lei senza pregiudizi per ritrovare una grande amicizia.

Ero arrivata al punto di odiarne addirittura l'odore di pino, di legno appena tagliato misto al profumo di pane che aleggia nei piccoli borghi. Mi veniva la nausea nel percorrere una strada di montagna, e dopo una sola giornata, sentivo la necessità, di ritornare a casa. E perchè? Forse perchè avevo trascorso le mie estati di adolescente tra quei luoghi, forse perchè avevo girato in lungo e in largo basse e alte vette con gli scarponi ai pieni e lo zaino in spalla mentre le mie coetanee si pavoneggiavano in spiaggia? O forse perchè, come ho capito solo in questi 3 giorni di breve ma intensa vacanza, avevo semplicemente fatto il pieno e avevo assorbito dalla montagna tutto il meglio e non ne capivo più il senso?

C'è stato un momento preciso in cui ho capito che era tempo di tornare. 

...Ero circondata dalle alte vette, in un paesaggio quasi lunare, lo zaino pesante sulle spalle non era niente a confronto della salita che mi aspettava; il sole mi aveva bruciato le spalle e gli scarponi ai piedi impolverati di bianco avrebbero potuto disegnare la carta geografica di tutti i sentieri che avevano percorso; il saltellare quasi maniacale di mio fratello che sembrava non sentire la difficoltà della salita mi innervosiva, ma la montagna aveva il merito di placare ogni animo e il richiamo di mio padre, qualche centinaio di metri più in dietro che aspettava mia madre, mi rassicurava. 
Poi la felicità di essere ormai prossima alla meta mi caricava di adrenalina e mi faceva percorrere l'ultimo tratto con la sana curiosità di essere ripagata da un panorama spettacolare, nuovo e sconosciuto. E mentre mi accasciavo stanca ma piena di orgoglio per aver toccato una nuova meta, con una mano mi infilavo la giacca a vento e con l'altra addentavo un panino. 
Con i muscoli finalmente rilassati e la mente vuota crollavo all'indietro sullo zaino che mi faceva da cuscino e chiudevo gli occhi per assaporarmi quella pienezza che avvertivo ovunque, fintanto che non sarei stata pronta per affrontare una nuova discesa che mi avrebbe ricondotto a casa...

Ma nel riaprire gli occhi, ora, mi accorgo che in una mano non tengo più il bastone pieno di tacche guadagnate che mi aveva comprato papà, bensì un sasso di dolomia e nell'altra non c'è più la mia compagna bussola con l'altimetro, ma la piccola manina di mia figlia; intorno a noi l'immagine di mio fratello, al tempo più basso di me di tre spanne è svanito, come quella di mio padre che mi tiene la mano per percorrere una discesa o di mia madre mentre mi sorride; è rimasto solo il rumore familiare del vento di montagna, quello che ti scompiglia i capelli, ti arrossa il viso e ti brucia le spalle, è rimasta solo la grandezza delle vette che abbraccia lo sguardo da nord a sud, c'è ancora quel tappeto di cielo color turchese dipinto di nuvole tra il bianco e il grigio che puoi toccare con le dita  tra la maestosità di quelle cime. E' rimasto quel "tum-tum, tum-tum" del cuore nel petto, per il fiato corto dalla salita e per quella vista che ti lascia senza respiro... anche dopo vent'anni.

La montagna mi aveva perdonata e lei, che aveva custodito per anni quel forte ricordo, ora me lo restituiva, al momento giusto, quando avevo capito che il tempo di rievocarlo mi avrebbe finalmente provocato una grande nostalgia... una di quelle che ti riempiono il cuore e che ti regalano un nuovo pezzo del grande puzzle...





















TORTA DI PATATE AL CIOCCOLATO (ricetta da Sale&Pepe di Sett 2011)

Solo la seconda metà del titolo aveva a che fare con quanto ho scritto fino ad ora, la prima parte, invece, si rifà a due domeniche fa, quando sono andata nelle montagne vicino a casa (sull'altopiano di Asiago per intenderci) con marito, figlia e amici al seguito per far fare un pò di acrobazie sugli alberi alla mia piccola moschettiera.
Il dopo, è in parte postato qui...una pasta fredda, delle girelle con olive(vedi sotto), il pane di montagna, della pasta fredda, un dolce con l'uva e questo dolce di patate e cioccolato che ha portato Milena. Era delizioso e quindi non ho potuto non postarlo.

Ingredienti:

200 gr di patate, 2 uova, 80 gr di nocciole tritate, 20 gr di nocciole tostate, 150 gr di farina, 50 gr di cioccolato fondente, 120 gr di burro di montagna, 80 gr di zucchero, 1/2 bustina di lievito per dolci, 2 cucchiai di latte, 2 prese di cannella in polvere, 2 prese di chiodi di garofano in polvere, 2 prese di vaniglia in polvere, sale.

Procedimento:

Sbucciare le patate e grattuggiarle, e strizzarle con un telo. Montare il burro con lo zucchero e unire le spezie, una presa di sale e incorporare le uova, una alla volta con la sbattitore elettrico. Mescolare la farina, il lievito e le nocciole tritate e unire la miscela alla crema di burro e uova, aggiungere le patate , il cioccolato grattugiato e il latte.
Versare l'impasto in uno stampo da plumcake e cospargere con le nocciole tostate. Cuocere a 180° per 1 ora circa.




GIRELLE CON CREMA DI OLIVE

Ingredienti:

crema di olive qb; 1 rotolo di pasta sfoglia; semi di sesamo qb

Procedimento:

Spalmare la crema di olive sul disco di pasta sfoglia; arrotolare il disco il più stretto possibile e avvolgerlo con della carta forno. Porre il rotolo in freezer per 10-15 minuti circa.
Estrarre dal forno e tagliare a rondelle di 1/2 cm circa. Porre le rondelle in una piastra da forno ben distanziate, spolverare con una manciata di semi di sesamo e infornare a 200° fintanto che la pasta non sarà dorata.
Servire fredde.




8 commenti:

  1. ciao, anche a me è successa più o meno la stessa cosa.... Mi sono riavvicinata alla montagna/campagna grazie alla mia creatura. Nulla è cambiato tutto quello che ho lasciato ho ritrovato, la bellezza, la semplicità, la tranquillità e i profumi. La tua torta con patate è curiosa ! a presto

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  2. Beh devo dire che sono tornata indietro anch'io con gli anni, quando percorrevo le ferrate con il mio papà, ero privilegiata, al saltimbanco di mio fratello erano proibite, lui percorreva il sentiero più facile con la nostra mamma, che splendida adoescenza...che splendide vacanze in compagnia delle mie coetanee in campeggio in montaggio... devo ripropormi di portare anche i miei bimbi in estate in montagna, ora la pratichiamo più in inverno, visto sciamo tutti... o quasi.Baci a presto.

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  3. Foto che incantano anche una "marinara" come me e la torta di patate è una terra ancora inesplorata al mio palato, quindi fortemenente interessata ;-)

    Un bacio

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  4. Anche io ho passato le mie estati da adolescente in montagna...e adesso che c'è anche mandorlina trovo che anche d'estate sia assolutamente piacevole =).
    Complimenti per le foto e per la torta, mi incuriosisce assai!

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  5. che bella la montagna!io sono sempre da "vacanze al mare", ma il relax, il contatto con la natura..quello vero, lo trovi in montagna! la torta con patate, cioccolato e nocciole dev'essere stupenda!piacere di conoscerti.. ti seguo con piacere!
    ps. se ti va, passa a trovarmi!
    ciao
    Luisa

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  6. ciao! ho scoperto oggi il tuo blog e mi hai fatta commuovere per quello che hai scritto sulla montagna..
    non esagero, è solo che mi sono ritrovata, molto.
    montanara "forzata" da bambina, ho abbandonato questa parte di mondo fino a qualche anno fa. Ci sono tornata, da sola e ora ne sento l'esigenza fisica. E' liberatorio, rigenerante, meraviglioso essere in montagna.
    E' difficile da spiegare... e poi il paragone con la vecchia amica spiega proprio bene la "sensazione"!!
    ps. complimenti anche per le ricette, ti seguo da oggi!

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  7. vi invito tutti a patecipare al contest di prezzemolino.com per vincere una caraffa filtrante brita

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  8. mi hai lasciata con gli occhi lucidi. mi hai ricordato le mie montagne, il canto degli uccelli nel bosco, il profumo del muschio e degli abeti, la gioiosa ricerca di fragoline e funghi che facevo con i miei nonni. mi hai ricordato (ma quando mai li scordo) la nostalgia e l'amore che porto sempre con me per il mio Trentino e per ogni vetta del mondo. mi mancano le montagne, mi manca il loro potente abbraccio protettivo e la severità con cui ti parlano e ti osservano. e sono felice che tu abbia ritrovato un posto nel cuore per le magiche cime. a presto.lory

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