19/07/09

QUANTO SIAMO "BIOLOGICI"?


Supermercati biologici. Mai sentito parlare?
Quando entri in questi grandi spazi dedicati all'alimentazione in modo naturale e completo attraverso cibi biologici e naturali, ti sembra di varcare le porte del purgatorio. Hai come la netta di sensazione di entrarvi sporco e di uscirne depurato. Si perchè, chi ha la volontà di entrarci, lo fa perchè è questo che vuole. E così ti ritrovi a girare tra scaffali colmi di cose strane e a riempire il carrello di alimenti "marziani". Tagliatelle al farro bianco, bevande alla mandorla, dessert di soia, green muesli, gallete di miglio, pane azzimo, tofu naturale... e mille altre meraviglie.
Proprio questa settimana, hanno aperto dalle mie parti, e a pochissimi passi dall'ufficio, uno di questi "paesi dei balocchi" che solo così può chiamare una come me. Non ho resistito alla tentazione di curiosare tra i suoi scaffali e ne sono rimasta abbagliata!
Ogni corsia era una scoperta e mi sentivo gli occhi come le palline di un flipper che non andavano mai in buca ma che trotterellavano di qua e di là allo scopo di fare punti. Ho trovato tutto quello che ho sempre cercato. Cose impensate lette solo in riviste specializzate di cucina, ingredienti introvabili ma che per un'appassionata di cucina come me, altro non sono che oro colato. La mia prima spesa al biologico, però, non si è rivelata molto sostanziosa e mi sono limita all'essenziale.

Spaghetti di soia, orzo biologico, lievito madre, zucchero di canna grezzo.

Questo primo appuntamento è stato solo una prova, un pò come una prima uscita senza bacio, ma che ha l'intenzione di avere un seguito non appena rispolvererò il mio vecchio libro di cucina giapponese, che ho conservato in un angolo scuro dell'armadio proprio per questo evento. Ora potrò sfogliarlo e dire: questo ce l'ho.... questo ce l'ho... questo ce l'ho.
Ma alla fine di tutto, mi sono chiesta se la scelta di una vita biologica, si riduce forse solo a questo. Solo chi consuma tofu, pasta al farro bianco e gelato di soia si deve considerare tale?
Abbiamo bisogno di frequentare questi luoghi per dire che mangiamo in modo sano e naturale? E basta tenere solo un regime alimentare ad ok per dire che si rispetta la natura?
Alla fine dei conti, mi sono resa conto, che pratico da anni, nel mio piccolo, una "vita naturale".

Mangio solo pizza e pane fatti in casa con farina non trattata comperata a dal mugnaio, mi servo della frutta e della verdura dell'orto che i miei genitori non coltivano con pesticidi, ogni estate riempio il freezer per il lungo inverno di verdure naturali per sani e caldi passati, da qualche mese ho sostituito lo zucchero semolato dei dolci con quello grezzo naturale del mercatino eco solidale, mangio quasi esclusivamente torte fatte in casa e come se non bastasse, da anni sono un'accanita sostenitrice della raccolta differenziata e la mia è così scrupolosa che mi costringe a tenere quasi 7 diversi bidoni della spazzatura; uso l'auto il minimo indispensabile e la sostituisco volentieri con bici e scarpe buone ai piedi, faccio scorte di cartine nell'auto per non buttarle fuori dal finestrino fino a farla sembrare un cassonetto e spesso, quando le finanze me lo permettono, vado ancora nel buon vecchio ristorantino rinomato e carissimo dove c'è il massimo rispetto per i prodotti della terra, ricette solo con prodotti del luogo e di stagione e l'uso di erbe spontanea per i condimenti.

Che altro dovrei ancora fare per sentirmi biologica?
Con una spesa "quasi settimanale" in queste nuove realtà salutiste, forse, ho fatto solo un passo in più.
PLUMCAKE DI CONFETTURA

Ingredienti:

300 gr di farina 00

150 gr di zucchero di canna grezzo (no zucchero di canna)

100 gr di burro

2 uova

1 pizzico di sale

1 bicchiere di latte intero

1 bustina di lievito

1/2 barattolo di confettura a scelta

Amalgamare tutti gli ingredienti ad esclusione della confettura. Foderare di carta forno uno stampo da plumcake e stendere metà del composto. Con l'aiuto di un cucchiaio, mettere a ciuffi la confettura sopra il composto. Terminare il tutto comprendo con il restante composto.

Infornare a forno già caldo a 180° per 50 minuti circa.

2 commenti:

  1. Adoro i negozietti biologici e quando entro mi ci perdo,proprio come te ^_^
    Ci andrei molto più spesso ma ho paura che ne verrei fuori senza un euro (e già non sono molti quelli che ho :D)
    Però sono dei posti fantattici da cui traggo spesso spunti :)
    Direi che per essere bio non ti manca nulla,anch'io utilizzo solo quello che madre Puglia mi fa arrivare di tanto in tanto :D
    Che ci manca?direi nulla :/
    Agguanto una fetta del plumcake :P

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  2. un bel quesito, io cerco di acquistare biologico, ma non ci riesco sempre, cerco di preferire alimenti sani per me e per la mia famiglia, sicuramente il biologico è più sano ma aovlte se hai una famiglia di quattro figli è un po caro

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